Concimazione

IL CONCIME…….

concime

Come già sappiamo le piante in natura sono in grado da sole di rifornirsi, nel terreno in cui affondano le loro radici, di tutti gli elementi necessari alla propria crescita e sopravvivenza, acqua, sali minerali ecc.
Cosa diversa è invece per i bonsai, qui la fertilizzazione é particolarmente importante, in quanto le radici traggono nutrimento in uno spazio assai limitato.
Questa rimane comunque una pratica molto complicata e necessita di grandi approfondimenti, perché, se concimo male, il mio bonsai non risponderà come mi aspetto.
Una concimazione eccessiva determina una crescita eccessiva nella dimensione delle foglie, un allungamento di internodi, una maggiore vulnerabilità alle patologie in genere, per non parlare del fatto che provoca un maggior acquolino in bocca a numerosi parassiti (in particolare quando si eccede con i concime azotati).

Quando concimare?

Solitamente di inverno molte piante vanno in dormienza, perdono le foglie e pertanto si fermano anche se non completamente, altre invece, le sempreverdi, rimangono verdi, nel senso che non perdono le foglie, ma rallentano il loro metabolismo. Appare pertanto inutile in questa fase somministrare concime, in generale, magari qualcosina (tipo concime liquido opportunamente miscelato nelle dosi consigliate, anche qualcosina di meno, una volta al mese) la si può somministrare alle nostre sempre verdi tipo ficus ed altre tropicali che spesso, in inverno conserviamo in casa.
Si incomincia perciò verso la fine dell’inverno, quando le temperature incominciano a salire e quando il fotoperiodo incomincia ad allungarsi….in pratica quando le piante incominciano a riprendersi e tornano a vegetare. Una concimazione anticipata potrebbe anticipare il risveglio della pianta….poi arriva la gelata e….tutto da rifare!!!!
Attenzione anche alle piante da fiore, molte delle quali fioriscono prima di produrre foglie….durante la fioritura, se desiderate godervela, non devono essere concimate ne prima e ne durante…solo a fine fioritura.

Se si utilizza un concime solido (pellettato) organico, che solitamente ci mette più tempo a fermentare e quindi a cedere sostanze utili, la si anticipa….a quando?…questo fattore dipende dalla latitudine in cui viviamo…mi spiego…se vivo al sud ed al centro…incomincio a somministrare a febbraio….se vivo al nord..incomincerò a marzo….ovvio che qui subentra la pratica e l’esperienza di ognuno.
Se utilizzo un chimico solido a lenta cessione farò valere, più o meno, le stesse regole di cui sopra, somministrando un po’ prima della ripresa vegetativa.
Se utilizzo un concime liquido…bhè…tenete presente che, essendo liquido, rende immediatamente disponibili le sostanze nutritive ….per cui questo lo somministro alla ripresa vegetativa….non prima.

Ogni quanto concimo?
Se concimo col solido (organico o chimico) farò attenzione a concimare nuovamente quando il vecchio concime (quello che abbiamo somministrato all’inizio stagione) si sia consumato del tutto…..il liquido invece una volta ogni 10-15 giorni (magari concimo ogni 10 giorni se la pianta ha un terriccio composto da materiale totalmente inerte, tipo pomice o akadama al 100%….ogni 15 giorni se lo stesso terriccio è composto da un minimo di terriccio universale). Da metà Luglio a metà agosto sospendere questa pratica perché le piante, causa caldo eccessivo, rallentano il metabolismo come forma di protezione.

Importante:
per tutti coloro che durante l’inverno riparano le loro piante in casa, davanti ad una finestra, non esagerare con le concimazioni, questo perché, anche se la pianta continua a vegetare, comunque è rallentata nel metabolismo, cosa che invece non avviane al livello del substrato, dove invece gli organismi ed i microorganismi continuano a vivere e a fare i fatti loro rompendo l’anima alle radici della vostra pianta la quale non è perfettamente in grado di reagire (vedi poi i soliti problemi di perdita di vigore e deperimento di questi bonsai).

Ma che sono sti concimi…e come sono fatti?
I concimi sono dei prodotti contenenti le sostanze utilizzate dai vegetali le quali si dividono in tre gruppi:

  • MACROELEMENTI (o elementi principali) : Azoto (N), Fosforo (P), Potassio (K).
  • MESOELEMENTI (o elementi secondari): Zolfo (S), Calcio (Ca), Magnesio (Mg) , Sodio (Na).
  • MICROELEMENTI : Boro (Bo), Cobalto (Cb), Rame (Cu) , Ferro (Fe), Manganese (Mn),Molibdeno (Mb), Zinco (Zn). , Cloro ( Cl).

 

Soffermiamoci in particolare sui macroelementi :

AZOTO (Indicato come “ N “)

L’azoto è responsabile dei maggiori processi di crescita ed allungamento, come anche della formazione della struttura di base delle foglie e della dimensione delle cellule. Il deficit di azoto si riconosce dal colore verde pallido delle foglie e da crescita assente o stentata.
L‘eccesso provoca prima un ingrossamento delle foglie e un allungamento degli internodi , e se grave , disidratazione e marciume radicale.
In natura si trova sotto forma gassosa: per essere assimilato dai vegetali deve essere presente in forme solubili, le due forme comuni dell’azoto sono l’azoto nitrico (inorganico) e quello ureico (organico)

FOSFORO (Indicato come “P”)

Il fosforo è utilizzato nella formazione di infiorescenze, legno e libro assieme al potassio. Il deficit (rarissimo) si riconosce dal margine delle foglie che diventa di colore dal rosso al violaceo.

Non si registrano effetti rilevanti di eccesso.

POTASSIO (Indicato come “K”)

Il potassio è il “cemento” con cui si consolidano le nuove crescite (pareti cellulari delle foglie) immediatamente dopo l’azione dell’azoto, ed assieme al fosforo è alla base dei processi di lignificazione.

Favorisce anche una buona protezione dal freddo della stagione invernale.

Per quanto riguarda i meso ed i microelementi lascio a voi la facoltà di cercare ed approfondire in rete o su libri….verificate solo, quando comprate un concime, che ci siano, in particolare per quel che riguarda il ferro (Fe), importante perché dà origine alla clorofilla (il colore verde delle foglie), la cui deficienza determina il classico scolorimento della pagina fogliare (con le nervature più verdi), la così detta colorosi, facilmente aggirabile previa somministrazione di prodotti miscelabili a base di ferro chelato (non credete a quella leggenda secondo la quale grattando scaglie di ferro sul terreno il problema si risolve).

Detto questo….il tipo di concime da somministrare cambia a seconda del tipo di stagione.

Quando acquistiamo o stiamo per acquistare un concime, andiamo a vedere l’etichetta, sulla quale ci saranno riportati i valori in percentuale dei vari elementi (macro, micro e mesoelementi), in particolare, dove leggerete NPK 15.7.8 + MICROELEMENTI significa che state acquistando un concime titolato in azoto (azotato- con maggior percentuale di azoto) che contiene il 15% di azoto, 7% di fosforo e l’ 8% di potassio+ micorelementi. Questo tipo di concime va bene da inizio primavera/fine inverno fino a luglio.

Se invece sull’etichetta del predetto concime c’è scritto N.P.K. 7.10.10. + MICROELEMENTI, significa che stiamo acquistando un concime a base di fosforo e potassio (fosforo/potassico). Questo concime va bene per la concimazione autunnale perché svavorisce la crescita delle foglie (ormai quello che è fatto è fatto!!!) e favorisce la lignificazione della vegetazione nuova e la futura fioritura, nonché prepara la pianta ad affrontare il freddo invernale.

I concimi si dividono in organici e chimici :

I concimi organici, definiti anche AMMENDANTI (perché oltre ad apportare diversi elementi nutritivi sono in grado di migliorare la qualità della struttura del terreno), traggono origine da deiezioni solide e liquide degli animali da allevamento siano essi Suini, ovini, caprini, avicoli.

Il letame, per eccellenza il concime organico più importante, è il risultato di paglia e deieizioni animali lasciato a maturare per un periodo di tempo che va dai sei mesi ad un anno.

Il concime organico, a differenza di quello chimico, nutre il terreno che diventa sempre più fertile. Il contenuto completo di sostanze nutritive favorisce lo sviluppo della flora batterica presente nel terreno, importantissima, flora batterica che fornisce direttamente alle piante i Sali Minerali indispensabili per una corretta crescita. Non si ha quel passaggio forzato del fertilizzante chimico dal terreno alla pianta. Inoltre i vegetali, risultano essere più sani e resistenti, richiedendo un utilizzo decisamente inferiore di prodotti antiparassitari e pesticidi.

Il concime chimico è un prodotto artificiale di sintesi, questo penetra direttamente nella pianta tramite un processo di osmosi sfruttando il principio della differente concentrazione tra il terreno e le radici. Inoltre i concimi chimici non contengono tutte le sostanze minerali presenti in natura nel terreno, per questo permette si la crescita della pianta, ma la rende incompleta e ne varia la resistenza stessa.

Ricordate sempre che non esistono concimi per bonsai, per limoni, per ulivi…ecc…sono solo diciture commerciali e basta…esistono solo concimi, diversi per la loro natura e per la loro composizione….ma pur sempre e solo concimi.

Sta solo a noi cercare di capire quale utilizzare.

 

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